Venerdì 3 marzo sarà per la prima volta a Vicenza la compagnia Leone d’Argento per l’innovazione teatrale alla Biennale di Venezia 2015. Modellini in scala, proiezioni video, regia in presa diretta e performance per raccontare la più grande caccia all’uomo del XXI secolo.

 Una casa in Pakistan dove si nasconde Geronimo, la sua copia esatta in una base militare del North Carolina, e una terza casa, anch’essa identica, in Giordania sul set di un film. Uno sceriffo ossessionato da una balena bianca, la più grande caccia all’uomo della storia e la boy band dei Take That che si esercita per una missione storica. E poi cowboy e indiani, aerei e birre, copie, riflessi, riproduzioni e cheeseburger: presentato per la prima volta in Italia nel 2015 alla Biennale Teatro di Venezia in occasione della consegna alla compagnia del Leone d’Argento per l’innovazione teatrale, “A HOUSE IN ASIA” dei catalani Agrupación Señor Serrano sta per sbarcare a Vicenza per una delle cinque date italiane (con Milano, Udine, Parma, Genova) di una tournée che proseguirà poi in Francia. L’appuntamento con quella che è una delle compagnie più esplosive della scena europea è per sabato 3 marzo (ore 21) al Teatro Astra, all’interno della rassegna del contemporaneo “Terrestri 16/17” curata da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Vicenza con il sostegno di Ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto e Provincia di Vicenza.

Lo spettacolo è anche il terzo in programma per “Classico Contemporaneo”, il progetto del Comune di Vicenza nato per indagare i nuovi linguaggi della scena. Fondata nel 2006 a Barcellona, in una regione che ha prodotto artisti del calibro di Roger Bernat e che da anni contribuisce a tracciare la direzione di tanta parte del teatro contemporaneo, Agrupación Señor Serrano è infatti una compagnia giovane che ha raggiunto in brevissimo tempo una grande attenzione internazionale facendo della multimedialità, dell’apertura a diversi linguaggi e dello scardinamento dei codici espressivi la propria inconfondibile cifra stilistica. Rappresentati nei teatri e nei festival di tutto il mondo, i suoi spettacoli giocano con i paradossi della società globale e ne decostruiscono i luoghi comuni attraverso un linguaggio che intreccia teatro, cinema e ricerca audiovisiva, nuove tecnologie e sperimentazione, dimensione ludica ed epica contemporanea.

Creato da Àlex Serrano, Pau Palacios e Ferran Dordal, “A HOUSE IN ASIA” è un irriverente “western teatrale” sulla più grande caccia all’uomo del XXI secolo – quella per la cattura e l’uccisione di Osama Bin Laden – in cui la realtà e le sue proiezioni si sovrappongono, disegnando un ritratto pop impietoso del decennio post 11 settembre. “Geronimo” era infatti il soprannome dato a Bin Laden dall’esercito statunitense e la casa in Pakistan, ad Abottabad, era quella in cui il terrorista più ricercato del mondo si nascondeva con la sua famiglia. La seconda casa, sua copia perfetta a 15mila chilometri di distanza, era invece nella base militare di Harvey Point e serviva per le esercitazioni delle forze speciali della marina statunitense. La terza casa, infine, era quella costruita dalla Columbia Pictures in Giordania, vicino al Mar Morto, sul set del film di Kathryn Bigelow “Zero Dark Thirty” che ricostruisce proprio la caccia a Bin Laden.

Un dispositivo travolgente, fatto di oggetti che riproducono la realtà, proiezioni video, regia in presa diretta e performance: come nel mondo contemporaneo, in cui i confini tra verità e finzione si assottigliano e si confondono, così sulla scena i piani della narrazione e della rappresentazione si moltiplicano creando nuove prospettive, effetti e svelamenti, anche grazie all’impiego di nuovi linguaggi e tecnologie. Un allestimento che vede sul palco Pau Palacios, Vicenç Viaplana e Alberto Barberà e, dietro le quinte, un nutrito gruppo di lavoro composto da James Phillips e Joe Lewis per le voci, Jordi Soler per la creazione video, Roger Costa Vendrell per il disegno del suono e la colonna sonora, lo stesso Alberto Barberá per il disegno luci, Nuria Manzano per la costruzione dei modellini in scala, Alexandra Laudo per i costumi, Eloi Maduell e Martí Sánchez-Fibla per la consulenza tecnologica e Cristina Soler per quella legale. Piccola sorpresa, a ogni data lo spettacolo prevede il coinvolgimento di cinque danzatrici del territorio, che per la tappa vicentina saranno Anna Bistaffa, Valentina Dal Mas, Greta Frizzo, Martina Peretti e Marta Tabacco. Testi in inglese sottotitolati in italiano.

 Biglietti €15 l’intero e € 12 il ridotto, in prevendita presso l’Ufficio del Teatro Astra e on-line; in vendita la sera di spettacolo al botteghino del teatro a partire dalle ore 20. AstraCard: 3 ingressi a € 33, da usare per uno o più spettacoli a scelta.

Per informazioni: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 – Vicenza; telefono 0444 323725, info@teatroastra.it, www.teatroastra.it

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Gloria Marini
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