Martedì 9 e mercoledì 10 maggio a Vicenza una delle voci più potenti e innovative del teatro di narrazione italiano con uno spettacolo sulla dimensione umana dei sacerdoti all’epoca del Concilio Vaticano II. Durante le due repliche saranno effettuate le riprese per la realizzazione del dvd dello spettacolo che sarà prossimamente in distribuzione, prodotto da La Corte Ospitale in collaborazione con Popcult.

Ha scelto il palcoscenico del Teatro Astra per le riprese che immortaleranno in un DVD (prodotto da La Corte Ospitale in collaborazione con Popcult) uno degli spettacoli di teatro civile più applauditi degli ultimi anni, che ha saputo gettare una luce profondamente umana su un passaggio storico – il Concilio Ecumenico del 1965 – che vide la Chiesa, in bilico tra volontà di dialogo e ostinata chiusura, confrontarsi con una società in cambiamento. E, in particolare, che ha affrontato il tema della dimensione affettiva dei sacerdoti che proprio in quegli anni venivano formati all’interno dei seminari. Giuliana Musso, voce tra le più potenti e innovative del teatro di narrazione italiano, tornerà infatti nello spazio vicentino del contemporaneo martedì 9 e mercoledì 10 maggio (ore 21) con due repliche straordinarie de “LA FABBRICA DEI PRETI”. L’appuntamento – fuori abbonamento – chiude la programmazione di “Terrestri 16/17”, il cartellone curato da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Vicenza con il sostegno di Ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto e Provincia di Vicenza.

Già sul palco dell’Astra nel 2012, quando aveva inaugurato la stagione con una serata da tutto esaurito (e un centinaio di persone in lista d’attesa) tra applausi scroscianti e chiamate a ripetizione, lo spettacolo torna dunque in scena “in casa”, per l’autrice-attrice friulana d’adozione ma vicentina di nascita. Un lavoro ispirato alle pagine di “La fabriche dai predis” di Don Antonio Bellina – “pre Toni Belina”, indomabile sacerdote carnico di cui proprio quest’anno ricorre il decennale della scomparsa: un infuocato pamphlet, semiclandestino e mai tradotto, in cui il seminario, “la fabbrica dei preti” appunto, viene descritto come struttura immutabile, iperconservatrice e sessuofobica, luogo di attuazione di un modello educativo che in nome di Dio privava l’individuo della propria sfera intima, affettiva e relazionale. Una contraddizione particolarmente lacerante per quei giovani entrati in seminario, ancora bambini, poco prima del Concilio Vaticano II, e usciti sacerdoti alla fine degli anni ’60, in un mondo in piena rivoluzione culturale nel quale si trovarono completamente spiazzati. Una rivoluzione che Giuliana Musso restituisce attraverso la voce di tre anziani sacerdoti, nei quali si specchia l’intera generazione dei loro compagni, protagonista di una giovinezza costellata di regole, tabù, gerarchie e frustrazioni, ma anche animata dalla ricerca di una personale forma di felicità.

“I seminari degli anni ‘50 e ‘60 – spiega Giuliana Musso – hanno formato una generazione di preti che sono stati ordinati negli anni in cui si chiudeva il Concilio Vaticano II e si apriva l’era delle speranze post-conciliari. Una generazione che fa il bilancio di una vita: una vita da preti che ha attraversato la storia contemporanea e sta assistendo al crollo dello stesso mondo che li ha generati. La dimensione umana dei sacerdoti è un piccolo tabù della nostra società sul quale vale la pena di alzare il velo, non per alimentare morbose curiosità ma per rimettere l’essere umano e i suoi bisogni al centro o, meglio, al di sopra di ogni norma e ogni dottrina. I seminari di qualche decennio fa hanno operato per dissociare il mondo affettivo dei piccoli futuri preti dalla loro dimensione spirituale e devozionale. Molti di quei piccoli preti hanno trascorso la vita cercando coraggiosamente uno spazio in cui ciò che era stato separato e represso durante la loro formazione si potesse riunire e liberare. A questi preti innamorati della vita ci piacerebbe dare voce e ritrovare insieme a loro la nostra stessa battaglia per ‘tenere insieme i pezzi’”.

Lo spettacolo è prodotto da La Corte Ospitale e si avvale della collaborazione di Claudio Parrino come responsabile tecnico, Massimo Somaglino per l’allestimento, Giovanni Panozzo e Gigi Zilli per la realizzazione dei video, Francesca Laurino per gli elementi di scena, Riccardo Tordoni per la consulenza musicale. Alle spalle, un lavoro di indagine per cui Giuliana Musso ha collaborato con Tiziana di Mario per le ricerche fotografiche e con Francesca Del Mestre per quelle bibliografiche.

Biglietti €12 l’intero e € 10 il ridotto (abbonati “Terrestri 16/17”, under 18, gruppi di min. 10 persone) in prevendita presso l’Ufficio del Teatro Astra e on-line; in vendita la sera di spettacolo al botteghino del teatro a partire dalle ore 20.

info, prenotazioni e prevendita
Ufficio Teatro Astra | Contrà Barche 55 | Vicenza | tel 0444 323725
info@teatroastra.it | www.teatroastra.it

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