Un progetto di Fondazione Zoè e La Piccionaia, condotto e coordinato a livello nazionale da Carlo Presotto e presente a Vicenza, Santorso, Milano, Bergamo e Venezia. Obiettivo del progetto: influire positivamente sul benessere e il recupero dei pazienti ricoverati ricucendo la relazione con il quotidiano.

Leggere ad alta voce per tessere relazioni di cura: è questo, in sintesi, il cuore del progetto “TESSITORI DI VOCE”, che riprende martedì 26 settembre (ore 18) con la formazione dei nuovi lettori volontari in corsia presso l’Ospedale di Santorso (Vicenza). Un ciclo di incontri che verteranno sulle tecniche di lettura ad alta voce, sulla scelta dei testi da proporre e sulle modalità con cui entrare in rapporto con i pazienti ricoverati. A condurre il corso sarà Carlo Presotto, ideatore e coordinatore nazionale del progetto, con Arcisa Stefani ed Elide Romagnoli, volontarie esperte e animatrici del gruppo di lettori dell’Altovicentino. “TESSITORI DI VOCE” è curato da Fondazione Zoè insieme con il Centro di Produzione Teatrale La Piccionaia: una proficua collaborazione tra un ente che opera nell’ambito della cura attraverso la medicina e una realtà impegnata invece nella cura le relazioni sociali attraverso la cultura.

Il progetto è nato nel 2012 proprio a Vicenza, come sperimentazione degli effetti della lettura ad alta voce sul benessere delle persone ricoverate in ospedale, e che ha mosso i primi passi all’interno dei reparti di Oncologia e di Pediatria del San Bortolo. La sua particolarità risiede nella messa a punto di un metodo particolare di lettura studiato appositamente per un contesto così delicato come quello della degenza ospedaliera, e nell’accompagnamento continuo del lavoro dei lettori con incontri periodici di aggiornamento e condivisione.

L’obiettivo è una “umanizzazione” della cura, perseguito attraverso una paziente e discreta ricucitura del tessuto di relazioni del paziente con la vita quotidiana. Un tessuto sensibile che, inevitabilmente, risente del periodo di ricovero, ma che, una volta rigenerato rappresenta uno stimolo importante per attivare nel degente un potente desiderio di recupero, elemento determinate nel buon esito della terapia.

“Oltre a questo, – sottolinea Carlo Presotto – i ‘tessitori di voce’ compiono una esperienza importante per se stessi. Spesso intraprendono questo percorso con il desiderio donare serenità agli altri, per poi accorgersi che portano a casa ben più di quanto donino”.

“TESSITORI DI VOCE” coinvolge più di 150 volontari distribuiti in diversi ospedali e realtà di cura: oltre a Santorso e al San Bortolo di Vicenza, infatti, è presente anche presso il centro clinico Humanitas di Milano, a Bergamo e a Venezia, in una rete che coinvolge lettori di tutte le età e di tutte le provenienze culturali.

Informazioni per il gruppo di volontari di Santorso: tessitori.santorso@fondazionezoe.it

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