Acclamato da pubblico e critica, venerdì 24 novembre al Teatro Astra l’ultimo spettacolo del cantastorie romano che dà seguito a “Laika”, ospitato sul palco vicentino nel 2016. Biglietti esauriti in prevendita, per gli ultimi posti disponibili apertura delle vendite al botteghino del teatro a partire dalle ore 20.

“Laika”, ospitato al Teatro Astra nel 2016, era stato unanimemente acclamato come una delle migliori prove teatrali della sua carriera. Ed ora, a poche settimane dal debutto dello scorso ottobre al Romaeuropa Festival, Ascanio Celestini torna sul palcoscenico vicentino con “PUEBLO”, suo ultimo lavoro nonché seconda parte della trilogia sulle periferie, con cui l’attore e autore romano torna sui luoghi del precedente spettacolo – il bar, il centro commerciale, il marciapiede – per restituire un universo fatto di povertà, ma capace di brillare come un diamante di rara bellezza: un mondo senza dèi, proprio come quello di “Laika”, in cui, nonostante tutto, molti miracoli dovranno accadere. L’appuntamento è per venerdì 24 novembre (ore 21), all’interno del cartellone di “Terrestri 2017/18” curato dal Centro di Produzione Teatrale La Piccionaia per il Comune di Vicenza con il sostegno di Ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto e Provincia di Vicenza. Come accadde per “Laika”, anche “PUEBLO” ha visto esaurirsi in poche ore i biglietti, ma sarà possibile acquistare gli ultimi posti disponibili con lista d’attesa al botteghino del teatro a partire dalle ore 20.

Lo spettacolo, che prima del debutto romano è stato presentato anche al Festival Internazionale Biennale di Liège e poi a Bruxelles e a Parigi, sta ricevendo dalla critica nazionale una pioggia di consensi, che non solo confermano Celestini come uno dei migliori narratori del teatro italiano, ma che ne disegnano un ritratto sempre più vicino a quello di un poeta, di uno struggente e magnifico cantastorie capace di raccontare con ostinata speranza le storie di coloro che speranza non hanno, gli “ultimi” e gli emarginati. Un cantore, secondo l’autorevole penna di Andrea Porcheddu, “capace di abbracciare in uno sguardo empatico le miserie dell’umanità e di trovarvi poesia, gentilezza, candore, dignità, pudore”.

Barboni, prostitute, facchini, zingari, giocatori d’azzardo: accompagnato dalla fisarmonica di Gianluca Casadei, Celestini porta in scena la voce di un’umanità ai margini, quella della sua Roma popolare e periferica, ma allo stesso tempo universale. Come quella di Valentina, giovane cassiera che sogna di essere regina in un regno popolato dalle storie feroci e poetiche di altrettanti personaggi disillusi e traditi dalla vita; o di Domenica, una barbona che non chiede l’elemosina ed è innamorata di Said, africano facchino in un grande magazzino; e di tanti altri, le cui storie si incrociano nel bar di una ex prostituta, dove in qualche maniera tutti finiscono.

“Personaggi che non hanno alcun potere e spesso stentano a sopravvivere – spiega Celestini -, ma si aspettano continuamente che il mondo gli mostrerà qualcosa di prodigioso. Ci credono talmente tanto che alla fine il prodigio accade. Ignorano il potere di Dio o degli eserciti, ma hanno un’umanità molto evidente, il cui tratto principale è la debolezza: sono deboli anche quando sono violenti, sono deboli anche quando sono cattivi, sono deboli anche quando sono colpevoli. La loro forza e la loro debolezza sono la stessa cosa e, per questo, vorrei che riuscissero a rappresentarla per intero. Questo spero di provocare: che lo spettatore professionista borghese, il giovane laureato o lo studente che ancora abita coi genitori si identifichi in un barbone o in una prostituta rumena, non perché vive la stessa condizione sociale, ma la stessa condizione umana”.

Biglietti: intero € 18 l’intero, ridotto € 15. Informazioni per il pubblico: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 – Vicenza; telefono 0444 323725, info@teatroastra.it, www.teatroastra.it

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Gloria Marini
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