Domenica 14 gennaio per “Famiglie a Teatro 17/18” lo spettacolo della compagnia Teatro del Buratto tratto dal libro del veterinario che non si arrese di fronte a un caso apparentemente disperato. Nel 2012 l’oca coraggiosa difese gli altri animali della fattoria dall’attacco di una volpe ma ci rimise il becco. Il dottor Briganti costruì per lei un’innovativa protesi che le ha permesso di continuare a vivere, più forte e felice di prima.

C’era una volta un’oca di nome Ottorino: una meravigliosa oca di razza Tolosa di oltre otto chili. In una notte terribile il pollaio fu attaccato da una volpe e Ottorino, tirando fuori tutto il suo coraggio, riuscì a difendere e salvare tutti i suoi amici. Prima di andarsene, però, la volpe le strappò il becco con un morso. Una lesione che non permetteva nessun tipo di cure: l’unica possibilità era una protesi che doveva essere ideata in emergenza da un veterinario medico. Ma attenzione, questa volta non si tratta di una fiaba, ma di una storia vera, accaduta nel 2012. Una storia incredibile che Andrea Briganti, il veterinario che salvò la vita di Ottorino raccontò in un libro, in seguito trasformato dalla compagnia Teatro del Buratto in uno spettacolo, “BECCO DI RAME”, che sarà presentato domenica 14 gennaio (ore 17) al Teatro Astra. L’evento fa parte della rassegna “Famiglie a Teatro 17/18”, curato da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Vicenza – Assessorato alla Crescita con il sostegno di MiBACT, Regione Veneto e Provincia di Vicenza.

Nell’adattamento drammaturgico di Ira Rubini, con l’ideazione e la messa in scena di Jolanda Cappi, Giusy Colucci, Nadia Milani, Matteo Moglianesi e Serena Crocco, lo spettacolo parte dal racconto della vita di Ottorino e della sua crescita in fattoria con i suoi amici, in cui gli animali da cortile sono allevati solo per le loro uova e non per essere macellati. In scena, Nadia Milani, Matteo Moglianesi e Serena Crocco animeranno i pupazzi di Chiara De Rota e Linda Vallone per raccontare poi dell’incidente e tutto quanto di incredibile è accaduto dopo: Ottorino, infatti, deve la sua salvezza all’amore della sua padrona, che non si volle arrendere di fronte a un caso così disperato, e alla sensibilità e all’ingegno del veterinario che, anziché suggerire l’eutanasia, tentò un intervento unico al mondo: costruire un becco di rame per permettere all’oca di continuare a mangiare e di condurre una vita normale. Il dottor Briganti utilizzò una lamina di rame da un millimetro, dalla quale ritagliò quello che sarebbe divenuto il nuovo becco, che venne fissato con successo grazie ad una tecnica innovativa nel corso di un intervento di ben cinque ore. E così, da allora, Ottorino è tornato a mangiare tranquillamente e a vivere felice nella sua fattoria. E il suo becco di rame, lungi dall’essere un “handicap”, l’ha reso addirittura più forte e coraggioso e non gli ha impedito di strizzare l’occhio ad un’altra oca, che lo ha fatto diventare papà di tanti piccoli anatroccoli.

Lo spettacolo tratta temi importanti come quelli della diversità, della disabilità e dell’importanza di essere accolti, accettati e desiderati nonostante una fisicità diversa o un’abilità diversa rispetto a quelle ritenute “normali”. È inoltre una bellissima testimonianza del legame tra animale e uomo, una celebrazione del rispetto per ogni forma di vita, una dimostrazione di come la forza d’animo e la determinazione permettano di rialzarsi anche quando tutto sembra perduto e, infine, un esempio di come è possibile aiutare gli altri – uomini e animali – nella vita di tutti i giorni.

Dalla storia di Ottorino è nata anche una Fondazione, impegnata su più fronti: quello della disabilità nello sport, supportando gli atleti protesici e diffondendo il messaggio per cui anche le sfide più difficili della vita possono essere vinte e, anzi, possono renderci migliori di prima; quello della cura e del recupero degli animali selvatici in difficoltà nelle province di Firenze e Arezzo, supportando anche aiuta la formazione di nuovi centri tutela di animali selvatici disabili non reinseribili in natura; e quello dell’educazione dell’infanzia, divulgando attraverso interventi nelle scuole il concetto fondamentale di rispetto per gli animali e quello innovativo relativo al primo soccorso di animali in difficoltà.

Lo spettacolo è consigliato a partire dai 3 anni di età.

Biglietti: intero € 6,50, ridotto adulti e bambini € 5. Prevendite on-line su www.teatroastra.it e presso l’Ufficio Teatro Astra dal mercoledì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17.45. Vendite al botteghino la domenica pomeriggio a partire dalle ore 16.

A disposizione del pubblico il parcheggio gratuito del Circolo Tennis Palladio 98. Il parcheggio ha capienza limitata: si consiglia di arrivare in anticipo. Per altri parcheggi limitrofi, consultare il sito http://www.aimmobilita.it/it/mobilita/auto.

Info e prenotazioni: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 (Vicenza), telefono 0444 323725, info@teatroastra.it, www.teatroastra.it

Scarica il comunicato stampa
Galleria fotografica


Informazioni per la stampa:
Gloria Marini
La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
+39 334 9187656 –  gloria.marini@piccionaia.org