Sabato 20 gennaio il secondo capitolo della trilogia iniziata con “Inferno”. Uno spettacolo che non mette in scena Dante ma ne sposa l’epica, per raccontare l’unicità e la grandezza di ogni vita. In scena Enrico Castellani con Chiara Bersani e gli attori-non attori di della compagnia emiliana impegnata nell’inclusione e nella valorizzazione delle differenze personali.

Nel 2016 hanno ricevuto il Leone d’Argento alla Biennale Teatro di Venezia diretta da Alex Rigola per i loro spettacoli “strumento di sensibilizzazione rispetto alla complessità della nostra società. Perché sono necessari al mondo del teatro. Perché sono necessari al mondo”. Un riconoscimento importante, che va ad aggiungersi alla pioggia di premi – tra cui due Ubu e un premio Hystrio alla drammaturgia – che ha costellato il percorso artistico di quella che è senza dubbio una tra le realtà più dirompenti e innovative del teatro italiano. Artefici di un’invenzione linguistica che ha rivoluzionato la sintassi della scrittura scenica, fedeli a un’idea di teatro come specchio della realtà che, con ironia e cinismo, affetto e indignazione, muove dall’urgenza di interrogarsi sul presente per far emergere conflitti e tensioni, sono oggi impegnati in una ricerca che fa dell’incontro e della relazione con l’altro, con il non conforme, con il “diverso”, il baricentro del loro lavoro: sono i Babilonia Teatri, che sabato 20 gennaio (ore 21) saliranno sul palco del Teatro Astra con “PURGATORIO”, secondo capitolo della trilogia iniziata con “Inferno”, già sul palcoscenico vicentino nel 2015. Lo spettacolo, di cui La Piccionaia è produttore esecutivo, inaugura la 4° edizione del progetto “Classico Contemporaneo”, ideato dal Comune di Vicenza con il Centro di Produzione Teatrale vicentino per indagare i nuovi linguaggi della scena. L’appuntamento è inoltre inserito nel cartellone “Terrestri 2017/18”, curato sempre dalla Piccionaia per il Comune di Vicenza con il sostegno di Ministero dei Beni Culturali, Regione Veneto e Provincia di Vicenza.

PURGATORIO” è l’ultimo capitolo di una ricerca in cui la vita irrompe sulla scena con tutta la sua forza, senza essere mediata dalla finzione. Un progetto che, come il precedente “Inferno”, è nato insieme a ZeroFavole, gruppo teatrale di Reggio Emilia impegnato nello studio delle pratiche teatrali in un’ottica di inclusione e valorizzazione delle differenze personali, per una sensibilizzazione sulle tematiche della marginalità. “Il laboratorio – spiegano Stefano Masotti e Sara Brambati di ZeroFavole, che hanno collaborato alla realizzazione dello spettacolo – è un progetto per giovani disabili e non, che opera al servizio della narrazione poetica verso un teatro stabile delle differenze”.

Realizzato con il contributo di Fondazione Alta Mane Italia (AMI) e Fondazione Manodori, “PURGATORIO” vede in scena Enrico Castellani – fondatore con Valeria Raimondi di Babilonia Teatri – insieme a Chiara Bersani e gli attori-non attori di ZeroFavole Daniele Balocchi, Maria Balzarelli, Carlo Trolli e Paolo Terenziani. Corpi diversi e lontani fra loro, che si incontrano sul palco per diventare metafora di un’umanità più larga: un’umanità che soffre e che ride, che gioca con Dante e con la sua Commedia in un continuo scivolare dalla verità alla finzione, senza mai svelare fino in fondo se quello a cui assistiamo è stato deciso o sfugge a qualsiasi controllo. Uno lavoro che svuota l’idea di peccato come il catechismo la insegna e la seppellisce con una risata liberatoria e iconoclasta, confessando l’inconfessabile e raccontandoci le nostre debolezze e fragilità.

“Lo spettacolo non mette in scena Dante – spiegano Enrico Castellan e Valeria Raimondi – ma ne sposa l’epica. Ci ricorda l’unicità di ogni vita e la sua grandezza. Di ogni vita che abita il palco mostra l’essenza per godere della sua necessaria irripetibilità. ‘Purgatorio’ è i nostri segreti e i nostri desideri. È un sacco da box che oscilla sopra le nostre teste, ricordandoci che la nostra parabola non è infinita: ogni attimo il tempo di oscillazione diventa sempre più breve, fino alla stasi. Alla pace. Con ‘Purgatorio’ ci chiediamo se è dopo la fine che comincia il nostro purgare, come ci racconta Dante, o se invece, al contrario, con la fine gli si mette fine”.

“PURGATORIO” rivendica al teatro il suo ruolo di iniettore dialettico, capace di aprire squarci sul presente senza offrire risposte o soluzioni, ma mettendo in moto dinamiche volte a creare uno sguardo critico su noi stessi. È un progetto teatrale focalizzato sul processo, dove al centro non sta esclusivamente lo spettacolo come prodotto finale, ma anche capacità del teatro di innescare relazioni e mettere in circolo, all’interno del tessuto sociale, germi in grado di stimolare il bisogno di incontrare le differenze.

“Il teatro per noi è un mezzo di integrazione sociale – continuano Castellani e Raimondi -. Vogliamo raccontare il mondo di persone con diverse abilità esaltando le loro competenze, ma soprattutto facendo esplodere il loro bisogno di esserci, di gridare con rabbia e con calma, con ironia e con gioia, la loro fame di vita. ‘Purgatorio’ vuole dar voce alla loro necessità di raccontarsi e di trovare un posto nel mondo attraverso quel racconto. Allo stesso tempo risponde alla nostra necessità di conoscerli, di incontrarli, di guardarli e di vederli, al nostro bisogno di abbattere la paura, l’indifferenza e il tabù del diverso, del non noto, alla nostra volontà di andare oltre lo stigma che portano sui loro corpi e che generalmente finisce per definirli. È l’ambizione di creare un ponte tra mondi che nella nostra società vivono separati l’uno dall’altro. Crediamo nel lavoro con le persone perché ci offre possibilità espressive e comunicative che potenziano la nostra estetica e che nutrono la nostra etica”.

Biglietti: intero € 15 l’intero, ridotto € 12, ridotto gruppi (min. 10 persone) € 10.
Astracard € 30 (3 ingressi), Astracard studenti scuole superiori € 25 (5 ingressi), tutto acquistabile anche con Carta Docente e 18App.

Informazioni per il pubblico: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 – Vicenza; telefono 0444 323725, info@teatroastra.it, www.teatroastra.it

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Gloria Marini
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