Sabato 2 marzo il giovane collettivo italo-francese fondato da Giulio Boato, Lorenzo Danesin e Juliette Fabre in scena con una versione ampliata del lavoro Premio della Critica al Festival Presente Futuro 2018. Un progetto per corpi, immagini, tecnologie video e musica elettronica live che porta in scena una riflessione sulle fratture e le connessioni tra sé e l’altro a partire dalla sociobiologia.

È un giovane regista di cinema e teatro, attivo a livello internazionale con collaborazioni con artisti del calibro di Jan Fabre e Romeo Castellucci. La sua opera prima per il palcoscenico, “Selfie”, creata con il collettivo italo-francese DOYOUDaDA co-fondato con Lorenzo Danesin e Juliette Fabre, ha ricevuto il Premio della Critica al Festival Presente Futuro 2018. Ed ora Giulio Boato sta per presentare al Teatro Astra il suo lavoro in una versione inedita e una site-specific dal titolo “SELFIE // STICK”, frutto di un lavoro di ricerca accompagnato da La Piccionaia e condotto a Vicenza in collaborazione con il Liceo Artistico Boscardin. L’appuntamento è per sabato 2 marzo (ore 21) all’interno di “Terrestri 2018/19”, la stagione del contemporaneo curata da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura con il sostegno di Ministero dei Beni Culturali e Regione Veneto.

“SELFIE // STICK” è un progetto per corpi, immagini e tecnologie che indaga fratture e connes­sioni tra il sé e l’altro, tra natura e cultura, tra maschile e femminile. Una performance ideata dal 31enne regista originario di Venezia, che vede in scena le due attrici e performer Juliette Fabre e Alessia Barbiero, con la consulenza coreografica di Lara Russo, interagire con l’ambiente visivo creato dal vivo dallo stesso Boato e con la musica elettronica live curata da Lorenzo Danesin.

Lo spettacolo è una ricerca su quella che, come recita la motivazione della Giuria del Premio Festival Presente Futuro, “è una moda divenuta maniacale, quella appunto del selfie, ma che riguarda anche i molteplici aspetti sociali e psicologici del rapporto dell’individuo con la propria immagine”. A partire dalla sociobiologia come lente: grazie alla consulenza di Giulio Pancera, biologo molecolare dell’Università di Padova, la voce off di Francesco Zanetti porta infatti in scena il racconto di esperimenti e dati scientifici in cui i comportamenti umani sono paragonati a quelli animali: le scelte che crediamo più intime e personali sono spesso dettate da meccanismi biologici, che determinano le nostre azioni. L’uomo è dunque una macchina che obbedisce a leggi innate?

“Sembra che il selfie sia diventato il principale mezzo di comu­nicazione odierno – spiega Giulio Boato -. Catapulta la nostra immagine nel labirinto di specchi del web, moltiplicandola all’infinito. Una perfetta copia di noi, ad memoriam aeternam. Eppure, noi siamo animali. Creature mortali che per lasciare traccia di sé hanno un modo chiaro e infallibile, stampato nel DNA da millenni: la riproduzione sessuata. Nati schiavi della biologia, abbiamo finalmente inventato una tecnologia che sublima il nostro istinto di sopravvivenza: il selfie. Ma c’è chi rema contro, che pensa che gli uomini non siano macchine (tecnologiche o biologiche). Che la libertà dell’indi­viduo vada oltre l’istinto di ‘sopravvivenza mediatica’ imposto dal ritmo dei tweet. E che il sesso non sia la copia carbone del genere, perché di sessi ce ne sono due o poco più, mentre di generi ce ne sono infinti. Anche nella stessa persona, basti guarda­re un volto che cambia. C’è chi vuole vivere, più che sopravvivere. Essere, più che esistere. Riconoscere la nostra natura biologi­ca, padroneggiare l’evoluzione tecnologica, per rifondare una collettività reale, non virtuale. Vincere l’affanno della morte, sapendo che sopravviveremo in chi ci ricorderà, anche senza foto ricordo”.

Prodotto da DOYOUDaDA e Teatro del Lemming, lo spettacolo è nato da un intenso percorso di residenze, la prima delle quali allo Spazio Voll di Vicenza, passando per il Center Culturel de Montignac in Francia, che si concluderà con l’ultima tappa di 4 giorni, da mercoledì a sabato, al Teatro Astra. Una ricerca che ha coinvolto anche gli studenti del Liceo I.I.S. Boscardin guidati dai docenti Antonella Zerbinati ed Ennio Bettanello in un laboratorio incentrato sulla teoria della performance e sulla riflessione sull’identità, con Giulio Boato e il fotografo Andrea Rosset del collettivo Jennifer Rosa.

“Siamo abituati a percepire il tempo come una retta: nasciamo, cresciamo, invecchiamo e moriamo – continua il regista -. Eppure il tempo è anche un cerchio: estate, autunno, inverno, primavera, e di nuovo estate. L’eter­no ritorno dell’uguale, che uguale non è: rivedere le vecchie foto e scoprirsi così distanti da quello che eravamo. Il web è diventato l’altare che ricopriamo di san­tini con le nostre effigi, il cimitero dei selfie abbandonati, le copie di noi che ci sopravviveranno. Dove sta la realtà? In quei frammenti cristallizzati di tempo, congelati nelle multidimensioni del web? O in questo corpo che ci ritroviamo addosso, in continuo e perenne mutamento, sempre uguale e sempre diverso?

“Presenza, immagine e suono – conclude Giulio Boato – In ‘SELFIE // STICK’ si relazionano tre linguaggi, come fossero tre binari paralleli che raccontano ciascuno la propria “storia”, illuminando lo sviluppo degli altri. La presenza viva dei corpi sulla scena, che tra tutte le arti solo il teatro ci permette di avere. Lo sviluppo della musica come colonna vertebrale dello spettacolo. E la potenza iconica dell’immagine, che catalizza la nostra attenzione riflettendo, come uno specchio nero, il mondo che gli sta davanti.

Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro, ridotto gruppi 10 euro (minimo 10 persone), ridotto speciale 8,50 euro per i corsisti delle scuole di teatro e danza della città.
Sono in vendita i carnet e le card tre ingressi a sostegno di ArteSella (carnet 5 spettacoli € 65, card 3 ingressi utilizzabili anche per lo stesso spettacolo € 45). Per ogni carnet o card acquistata, La Piccionaia devolve 5 euro a sostegno di ArteSella, duramente colpita dai recenti eventi calamitosi.
Ancora in vendita i carnet a 5 spettacoli (intero 65 euro, ridotto 55 euro). Per gli studenti delle scuole superiori è disponibile l’Astra Card per 5 ingressi, utilizzabile anche da più persone per lo stesso spettacolo, al costo di 25 euro.

Informazioni, prenotazioni e prevendite: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 – Vicenza; telefono 0444 323725, info@teatroastra.it, www.teatroastra.it.

A disposizione del pubblico il parcheggio del Circolo Tennis Palladio 98. Il parcheggio ha capienza limitata: si consiglia di arrivare in anticipo. Per altri parcheggi limitrofi, consultare il sito http://www.aimmobilita.it/it/mobilita/auto. Prima e dopo lo spettacolo sarà attivo l’angolo Equobar con i suoi prodotti di caffetteria, pasticceria e snack equosolidali, biologici e a km zero.

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Ufficio Stampa:
Gloria Marini
La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
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