Domenica 10 marzo per “Famiglie a Teatro 18/19” lo spettacolo della compagnia Aria Teatro, presentato con successo al Festival Segnali 2018. Un lavoro poetico e divertente che racconta la storia di un incontro inaspettato e indaga la relazione tra generazioni come luogo di riconoscimento reciproco in cui prendersi cura l’uno dell’altro.

Due generazioni diverse – un vecchio contadino e un clown bambino – e un incontro inatteso che sfocerà in una straordinaria amicizia, proprio come quella tra un padre e un figlio: è questa la storia di “PICCOLO CLOWN”, lo spettacolo della compagnia trentina Aria Teatro / Compagnia dei Somari che andrà in scena domenica 10 marzo (ore 17) all’Astra per “Famiglie a Teatro 18/19″, il progetto curato da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Vicenza – Assessorato alla Cultura con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Veneto.

Nel bel mezzo di un giorno qualunque, un contadino trova nel suo giardino un piccolo clown finito lontano da casa. Mentre si domanda da dove sia spuntato, il clown inizia a seguirlo dappertutto: proprio lui, così poco incline alle relazioni, soprattutto a quelle con i bambini! Si incontrano così due mondi opposti: da un lato quello adulto, concreto, fatto di terra e di ritmi che si ripetono, in cui ogni elemento è funzionale e ha un significato univoco; dall’altro, l’universo bambino di gioco e di scoperta, in cui tutto è possibile. E pian piano, tra cene impacciate, lotte per il letto, colazioni bruciacchiate, rincorse e lavori agricoli che diventano giochi, i due imparano a conoscersi, ad accettarsi e prendersi cura l’una dell’altro. Uno spettacolo raccontato per azioni e immagini, senza parole – tranne per la voce fuori campo di Soledad Rivas -, poetico e divertente, fatto di musica, giochi circensi, acrobazie e sguardi d’intesa. In scena Klaus Saccardo, storico attore e regista di Teatri Soffiati prima – con cui nel 2008 si è imposto sulla scena nazionale del teatro ragazzi con il pluripremiato “Moon amour” – e ora della compagnia con base a Pergine, formatosi in teatro fisico alla Scuola Internazionale di Mimo Corporeo di Barcellona e in drammaturgia del movimento. Con lui – tutina rossa e berretto a punta – il piccolo Nicolò Saccardo, 7 anni, sorprendente per precisione e prontezza.

Scritto da Klaus e Nicolò insieme a Natascia Belsito e presentato con grande successo al Festival Segnali 2018, lo spettacolo attinge dunque ad una relazione significativa come quella tra padre e figlio, portando in scena il percorso intenso e delicato di un affetto crescente, ispirato alla tenerezza e al divertimento de “Il monello”, alle impertinenze di Pinocchio e Geppetto, alle scoperte di “Little Nemo”. Ed è proprio il rapporto padre-figlio il punto di partenza per indagare la relazione tra due generazioni, tra ricerca di punti di contatto e differenze che diventano strumento di crescita per entrambi, in un processo circolare di ascolto reciproco che si contrappone alla dimensione verticale e unidirezionale dell’educazione tradizionale.

“La centralità della relazione attribuisce al processo educativo le note della reciprocità – spiega Klaus Saccardo -, che porta ad accogliere l’identità e la differenza. La relazione è costitutiva della persona e rappresenta lo strumento privilegiato del fare educazione: è per suo tramite che ciascuno si arricchisce dell’umanità dell’altro e si apre al senso dell’esistenza, che è essenzialmente un con-essere. L’essere umano diviene veramente se stesso soltanto nell’incontro con il Tu.  Nella relazione l’Io limitato appaga il desiderio di dare e ricevere, di esprimere se stesso e accogliere l’altro. In questo spazio di riconoscimento reciproco ciascuno non teme di aprirsi all’altro per ciò che è, uscendone arricchito, trasformato, migliorato. Riconoscere l’altro in quanto persona significa essere responsabili nei suoi confronti. Anche per questo abbiamo scelto di raccontare questa storia senza parole: perché l’interpretazione e la scoperta del significato assumono l’aspetto di un gioco appassionante, che diventa ancora più significativo nella condivisione dell’esperienza con un adulto”.

Biglietti: (intero € 6,50, ridotto adulti € 5,50, bambini € 5).
Porta un nonno a teatro: un nonno e due nipoti entrano a Teatro con € 10.

A disposizione del pubblico il parcheggio gratuito del Circolo Tennis Palladio 98. Il parcheggio ha capienza limitata: si consiglia di arrivare in anticipo. Per altri parcheggi limitrofi, consultare il sito http://www.aimmobilita.it/it/mobilita/auto. Prima e dopo lo spettacolo sarà attivo l’angolo Equobar con i suoi prodotti di caffetteria, pasticceria e snack equosolidali, biologici e a km zero.

Info, prenotazioni e prevendite: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 (Vicenza), telefono 0444 323725, info@teatroastra.it, www.teatroastra.it.

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Ufficio stampa:
Gloria Marini
La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
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