Domenica 17 novembre il secondo appuntamento con “Famiglie a Teatro 19/20”, lo spettacolo della storica compagnia ravennate Accademia Perduta. Teatro d’attore insieme alle maschere e agli oggetti di scena realizzati dalla Scuola di Arti e Mestieri di Cotignola trasporteranno gli spettatori nella storia di un misterioso viandante che lascerà un segno profondo tra gli abitanti del paese.

Teatro d’attore insieme alle maschere e agli oggetti di scena realizzati dalla Scuola di Arti e Mestieri di Cotignola: sono questi gli ingredienti di “ZUPPA DI SASSO”, una fiaba sull’amicizia e sull’accoglienza, ricca di elementi magici, che affonda le radici in antiche tradizioni e affascinanti racconti popolari e racconta la bellez­za dello stare insieme. L’appuntamento con lo spettacolo della storica compagnia ravennate Accademia Perduta è per domenica 17 novembre al Teatro Astra, secondo appuntamento di “Famiglie a Teatro 2019/20”, il progetto dedicato all’infanzia e curato da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Vicenza con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Veneto.

Scritto da Danilo Conti e Antonella Piroli, lo spettacolo racconta la storia di un viandante che giunge in un villaggio dove, a causa della diffidenza degli abitanti, non riesce a trovare riparo. Decide dunque di cucinarsi una umile cena con il solo ingrediente che può procurarsi: un sasso. Improvvisa un fuoco nella piazza del paese e, dopo aver chiesto in prestito una pentola, mette a bollire un sasso di fiume. La curiosità prende il sopravvento sulla diffidenza e, ben presto, tutti gli abitanti del posto desiderano aggiungere qualcosa – chi il sale, chi una verdura – all’ingrediente segreto che bolle in pentola. E non saranno solo i paesani ad appassionarsi a questo misterioso personaggio: anche gli spettatori, lasciandosi condurre dalla storia e accompagnare fino alla festosa cena finale, riscopriranno con loro i sentimenti tipici dell’infanzia – unione, amicizia, felicità, leggerezza – che spesso vengono dimenticati dai più grandi.

La fiaba a cui è ispirato lo spettacolo si perde nelle trame del tessuto popolare fitto di storie, racconti e aneddoti. Risale ad epoche in cui giramondo, vagabondi, soldati reduci da battaglie campali che tentavano di ritornare a casa, di solito a piedi e senza risorse, incontravano gli abitanti di villaggi sul loro percorso: stranieri che chiedevano ospitalità e ristoro e che, a volte, con qualche espediente, riuscivano a conquistare la fiducia degli abitanti dei luoghi che attraversavano, risvegliando in questi ultimi sentimenti e sensazioni dimenticate o sopite.

“In alcune versioni – spiegano gli autori – la fiaba termina con una festa a cui partecipano tutti allegramente; in altre, invece, la minestra se la mangia solamente l’improvvisato cuoco. In tutte c’è però un denominatore comune: il viandante, così come è apparso, se ne va, senza dare spiegazioni, senza dire chi sia. Semplicemente riprende il suo viaggio e scompare, lasciando una profonda traccia del suo passaggio. In versioni più contemporanee, il posto dei personaggi umani viene preso da animali che simboleggiano differenti psicologie e attitudini: un vecchio lupo, ormai non più cacciatore, e poi galline, maiali, pecore, capre, cavalli, asini e cani portano a turno vari ingredienti e, infine, si ritrovano attorno ad un camino in un convivio festoso. Anche in questa versione il lupo vagabondo se ne andrà portando via il suo sasso. Non è infatti tanto nella figura del protagonista, umano o animale che sia, da ricercare il significato della storia, quanto in quello che questa figura è in grado di suscitare nei personaggi che restano. Ne sono trasformati, riscoprono sentimenti di unione, amicizia, felicità, leggerezza, che avevano dimenticato, abbandonato. La diffidenza verso gli altri, il sospetto, la paura lasciano il posto all’apertura degli animi”.

Lo spettacolo è consigliato a partire dai 3 anni.

E proprio su “Zuppa di sasso” si è incentrato questa settimana l’incontro di “Fabbricateatro” per i più piccoli: condotto da Aurora Candelli, il laboratorio de La Piccionaia accompagnerà per tutta la stagione la programmazione di “Famiglie a Teatro” con incontri ispirati all’immaginario degli spettacoli in cartellone.

Abbonamenti: completo a 8 spettacoli (intero € 40, ridotto adulti € 35, bambini € 26); percorso di 4 spettacoli Coccinella, consigliato dai 3 ai 6 anni (intero € 22, ridotto adulti € 20, bambini € 18) o di 5 spettacoli Lupetto, consigliato dai 6 ai 12 anni (intero € 27, ridotto adulti € 25, bambini € 22).

Biglietti per i singoli spettacoli (intero € 6,50, ridotto adulti € 5,50, bambini € 5). in vendita dal 3 novembrePorta un nonno a teatro: un nonno e due nipoti entrano a Teatro con € 10.

A disposizione del pubblico il parcheggio gratuito del Circolo Tennis Palladio 98. Il parcheggio ha capienza limitata: si consiglia di arrivare in anticipo. Per altri parcheggi limitrofi, consultare il sito http://www.aimmobilita.it/it/mobilita/auto.

Anche quest’anno, prima e dopo lo spettacolo sarà attivo l’angolo Equobar con i suoi prodotti di caffetteria, pasticceria e snack equosolidali, biologici e a km zero.

Info, prenotazioni e prevendite: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 (Vicenza), telefono 0444 323725, info@teatroastra.itwww.teatroastra.it

Scarica il comunicato stampa in word
Vai alla pagina dello spettacolo > prenota / acquista
Vai all’evento Facebook
Galleria fotografica


Ufficio stampa:
Gloria Marini
La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
+39 334 9187656 – gloria.marini@piccionaia.org