Venerdì 13 dicembre l’attore, drammaturgo e regista pugliese tre volte Premio Ubu presenta il suo nuovo spettacolo, scritto con la consulenza drammaturgica di Massimo Recalcati e prodotto da Teatro Stabile di Bolzano e La Piccionaia, Debutto in gennaio al Piccolo di Milano. Lo spettacolo è il secondo capitolo della trilogia “In nome del padre, della madre, dei figli”, che sposta la lente di ingrandimento sul polo femminile della triade. Per tutta la settimana Perrotta e Paola Roscioli in residenza nel teatro vicentino con una sessione di prove aperte per al pubblico.

Dopo i catalani Agrupación Señor Serrano e l’esperimento teatrale dell’iraniano Nassim Solei­manpour, il Teatro Astra si prepara ospitare un nuovo evento straordinario, con uno dei protagonisti più importanti della scena italiana: si tratta dell’attore, drammaturgo e regista pugliese tre volte Premio Ubu Mario Perrotta, che ha scelto il palcoscenico vicentino per presentare in anteprima assoluta il suo ultimo lavoro, dal titolo “DELLA MADRE”. Lo spettacolo, prodotto da Teatro Stabile di Bolzano e La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale, debutterà al Piccolo di Milano in gennaio: un’operazione importante, che mette in rete il capoluogo berico con due tra i più importanti teatri italiani. L’appuntamento è per venerdì 13 dicembre (ore 21) all’interno di “TERRESTRI 2019/20”, il progetto curato da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Vicenza con il sostegno di Ministero dei Beni e le Attività culturali e Regione Veneto.

 Lo spettacolo è scritto da Mario Perrotta con la consulenza drammaturgica di Massimo Recalcati ed è il secondo capitolo della trilogia “In nome del padre, della madre, dei figli”: un progetto quadriennale – come nello stile di Perrotta da una decina d’anni a questa parte – che, dopo aver indagato la figura evanescente dei padri contemporanei (“In nome del padre”, 2018, finalista agli Ubu 2019 come miglior Nuovo testo italiano) sposta ora la lente di ingrandimento sul polo opposto – quello femminile, appunto – per indagarne l’essenza e le trasformazioni storiche, tra i retaggi di una soffocante cultura patriarcale e il narcisismo del mondo contemporaneo.

In scena, lo stesso Perrotta con Paola Roscioli, che per tutta la settimana saranno in residenza al Teatro Astra e apriranno le porte del loro processo creativo in una sessione di prove aperte: oggi e domani (ore 11.30) per un gruppo di studenti del laboratorio teatrale del Liceo “A. Pigafetta” di Vicenza, mercoledì e giovedì (ore 21) per i gruppi di spettatori del Teatro Astra – Astraclub e Astranauti – e per tutto il pubblico serale (su prenotazione).

“Se nel 2007 con ‘Odissea’ avevo chiuso i conti con l’es­sere figlio – spiega Mario Perrotta – adesso e da cinque anni sono padre, una parola che mette con le spalle al muro e riempie il mio quotidiano di nuove sfide e di nuove domande. Ho nei confronti di mio figlio una responsabilità enorme e ho sentito il bisogno di ragionarci a fondo, attraverso gli uni­ci strumenti che riconosco miei: la ricerca drammaturgica, la scrittura, la messa in scena, l’in­terpretazione”.

“Un padre – continua Perrotta – si sostanzia nel suo confronto, anche man­cato, con la madre. Entrambi, padre e madre, sono tali solo perché di fronte a loro esistono, inflessibili, i figli. Il nuovo millennio ha portato con sé lo stravolgimento totale di questa triade ‘padre madre figli’ alterando le fattezze di ruoli che parevano immutabili nei secoli. Sono dunque partito dall’oggi, da queste mutazioni genetiche goffe, incerte, malvestite dai rispettivi interpreti, per spogliarli progressivamente del quo­tidiano e riportarli, nudi, all’essenza delle loro relazioni, esse sì immutabili nel loro continuo procedere per scontri e incontri, a prescindere da come i soggetti in causa – quelli di un tempo e quelli di oggi – interpretano i singoli ruoli. Uno sguardo sul presente, il mio presente, per indagare quanto profon­da e duratura è la mutazione delle famiglie millennial e quanto di universale, eterno, resta ancora”.

“Quella della Madre è, almeno per come la viviamo nel nostro paese, una figura intoccabile – conclude Perrotta – che, nonostante l’evoluzione del ruolo materno degli ultimi decenni, ha mantenuto co­stante nel tempo una sorta di sacralità e onniscienza che la rende ingiudicabile, al di sopra del bene e del male. Ed è così compresa nel suo ruolo che rischia di diventare soffocante nei confronti dei figli e escludente nei confronti di quei pochi padri che vorrebbero interpretare a pieno titolo il proprio ruo­lo”.

“La maternità – spiega Massimo Recalcati – non è un’esperienza di centramento ma di decentramento. È la gioia nel vedere il proprio frutto impa­rare a camminare o a parlare, nel vederlo entrare nel mondo. Ma quando la ma­ternità diventa pato­logia si passa dalla madre simbiotica dell’epoca patriar­cale – la madre che non lascia andare il proprio figlio, la ma­dre del sacrificio che vive la propria maternità come cancellazione della donna e dei suoi desideri – alla madre narcisistica, che vive la ma­ternità come un handicap, una lesione, una ferita al proprio essere donna. Il figlio non è più ciò che completa il suo esse­re ma è vissuto come un ingombro alla propria affermazione personale. Mentre nella madre patriarcale la madre uccide la donna, nella madre iper-moderna e narcisistica è la donna che uccide la madre. Il teatro di Mario Perrotta sarà l’occasione per mostrare le metamorfosi contemporanee della figura ma­terna insieme però a ciò che della madre rimane al di là della storia; la sua funzione fondamentale nel garantire la trasmis­sione del sentimento della vita da una generazione all’altra; il simbolo di una cura che sa essere ogni volta particolare e mai anonima”.


Biglietti: € 15 l’intero, € 12 il ridotto, € 10 per gruppi di minimo 10 persone e € 8,50 per i corsisti delle scuole di teatro e danza della città.
Ancora disponibili i carnet a 5 spettacoli a scelta (intero € 65, ridotto € 55). Per gli studenti delle scuole superiori, disponibile Astra Card per 5 ingressi, utilizzabile anche da più persone per lo stesso spettacolo, al costo di € 25.

Biglietti, carnet e Astra Card sono acquistabili presso l’Ufficio del Teatro Astra (Contrà Barche 55) con i seguenti orari: dal mercoledì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17.45. Saranno a acquistabili anche on-line sul sito del Teatro Astra.

Informazioni per il pubblico: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 – Vicenza; telefono 0444 323725, info@teatroastra.it, www.teatroastra.it

A disposizione del pubblico il parcheggio del Circolo Tennis Palladio 98. Il parcheggio ha capienza limitata: si consiglia di arrivare in anticipo. Per altri parcheggi limitrofi, consultare il sito http://www.aimmobilita.it/it/mobilita/auto. Anche quest’anno, prima e dopo lo spettacolo sarà attivo l’angolo Equobar con i suoi prodotti di caffetteria, pasticceria e snack equosolidali, biologici e a km zero.

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Ufficio stampa:
Gloria Marini
La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
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