my arm

 

MY ARM

di Tim Crouch
traduzione Luca Scarlini
regia Fabrizio Arcuri
assistente alla regia Luigi Coluccio
video Lorenzo Letizia
cura degli ambienti Diego Labonia
con Matteo Angius, Emiliano Duncan Barbieri (musiche dal vivo)

Nuova tappa dell’Accademia degli Artefatti nell’indagine sulla drammaturgia inglese più recente, My Arm è tratto dall’omonima e spiazzante opera prima di Tim Crouch. È la storia di un trentenne che un giorno, da bambino, ha deciso di sfidare se stesso, le proprie possibilità, la propria noia e quella universale, e ha portato un braccio sopra la testa per verificare quanto a lungo sarebbe riuscito a tenercelo. Una sfida incosciente eppure di un’intensità emotiva travolgente. E ora vent’anni dopo vive e muore del suo braccio inattivo, ma insieme unico superstite al resto del corpo: correlativo oggettivo di un malessere che viene restituito in modo delicato, leggero, quasi funambolico. Una storia che ha la preziosità del racconto biografico e la carica della critica culturale, ma anche la malinconia di un disfacimento e la gioia di una rivoluzione: la vita quotidiana di un uomo che non riesce più a riportare il braccio nella posizione naturale e la vita straordinaria di un braccio che diventa protagonista della scena artistica mondiale. Il pubblico è partecipe e complice del racconto, ricostruendo così un teatro ulteriore: svelamento e messa in discussione dei meccanismi della comunicazione teatrale tra gli attori e gli spettatori, della significazione dell’arte e della nostra civiltà delle immagini e del sistema di assegnazione di valore della vita umana.

 

Accademia degli Artefatti nasce a Roma del 1991 con lo specifico intento di promuovere, organizzare e diffondere la cultura teatrale. E proprio il teatro – il suo senso e la sua crisi – è oggetto di una continua riflessione e declinazione del reale. Dopo un primo periodo fatto di immagini e di spazi abitati performativamente, dalla fine degli anni Novanta l’attenzione si è spostata sulla drammaturgia contemporanea, in particolare anglosassone, che attraverso i testi di Sarah Kane, Martin Crimp, Tim Crouch e Mark Ravenhill diventa luogo di costruzione e decostruzione del linguaggio stesso, come specchio e trama del reale e dei suoi mascheramenti, attraverso operazioni che contaminano la prosa con l’arte figurativa, la performance e l’installazione. Nel 2005 la compagnia vince il Premio Ubu per la migliore proposta drammaturgica straniera con Tre pezzi facili di Martin Crimp e nel 2010 il Premio della Critica Teatrale, mentre il ciclo Spara / Trova il tesoro / Ripeti di Mark Ravenhill ha valso a Fabrizio Arcuri il Premio Hystrio 2011 alla regia.


Prenota spettacolo


Data/ora spettacolo

Cognome

Nome

Telefono

E-mail

Numero totale di posti che si intendono prenotare

Note aggiuntive

Cliccando sul tasto prenota dichiari di aver letto e accettato la normativa privacy di questo sito