MEMORIE DEL NOSTRO FUGIMENTO
partire è un po’ morire

Cento anni fa, l’Altovicentino fu investito dalla furia della Strafexpedition austroungarica, che tra il maggio e l’agosto del 1916 causò l’esodo di 76.338 abitanti. Un fiume di profughi che vennero smistati, frammentando comunità e famiglie, nei paesi di pianura, in altre città del nord Italia e in piccola parte anche nel Sud, e che si trovarono a fare i conti nelle città ospitanti con un’accoglienza spesso carica di sospetto e ostilità. Dopo un secolo, il dramma del profugato è ben lontano dall’essere soltanto una pagina di storia.

Sei attori interagiscono con il pubblico, che contemporaneamente da una voce in cuffia ascolta domande e riceve istruzioni per gesti e piccoli movimenti. Grazie alla modalità del Silent Play lo spettatore diventa parte attiva di una drammaturgia di azioni e reazioni senza ruoli prefissati, per provare a dare un nuovo significato al termine “spaesamento”: un’esperienza in prima persona, dalla parte di chi scappa e da quella di chi osserva, trovandosi a decidere se prendere posizione e reagire, oppure subire e adeguarsi. In gioco, le emozioni e le sensazioni che si provano di fronte all’altro, allo straniero, che diventa un muro bianco sul quale si proiettano le proprie paure – prima tra tutte, quella di vedersi rubare l’identità, gli oggetti e le relazioni che la disegnano.

Presentata per la prima volta in occasione del Festival Biblico 2016, la performance è nata in collaborazione con l’associazione Non dalla Guerra, nata dall’esperienza di alcuni ragazzi vicentini in Giordania, a contatto con la realtà dei profughi siriani che raggiungono la città di Al Mafraq, e cresciuta con l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere i progetti della Caritas giordana a favore dell’educazione dei bambini profughi e sensibilizzare la cittadinanza italiana, europea e mondiale attraverso testimonianze dirette e documentari. Tra i sostenitori, anche la Regione Veneto, il Mibact e Urban Experience in qualità di media partner.

CARLO PRESOTTO direttore artistico de La Piccionaia, è regista, autore, attore e formatore. La sua curiosità lo ha portato ad esplorare e indagare i luoghi di confine tra teatro e video, tra performance e rappresentazione, tra infanzia ed età adulta, tra educazione e teatro.
DIEGO DALLA VIA vive e lavora a Tonezza del Cimone (VI). Autore e attore nella compagnia Fratelli Dalla Via, si è avvicinato al mestiere del teatro come a uno dei tanti luoghi di esplorazione della vita.

Vai alla pagina Facebook dell’evento
Leggi il comunicato stampa
Scopri di più sul progetto Silent Play

 


Prenota spettacolo


Data/ora spettacolo

Cognome

Nome

Telefono

E-mail

Numero totale di posti che si intendono prenotare

Note aggiuntive

Cliccando sul tasto prenota dichiari di aver letto e accettato la normativa privacy di questo sito