Karamazov

karamazov

testo e regia César Brie | con César Brie, Mia Fabbri, Daniele Cavone Felicioni, Gabriele Ciavarra, Clelia Cicero, Manuela De Meo, Giacomo Ferraù, Vincenzo Occhionero, Pietro Traldi, Adalgisa Vavassori

César Brie si avvicina a uno dei grandi capolavori della letteratura russa, l’ultimo romanzo di Dostoevskij, finito qualche mese prima della morte. Un’opera che esprime la summa dei temi che hanno ossessionato lo scrittore: la fede, il vizio, l’amore, la passione e la giustizia. Il romanzo è anche una critica a fondamentalismi religiosi, sette, socialismo e capitalismo, dei quali anticipa orrori e fallimento. Una risata amara sull’idiozia e sulla follia umana. Secondo le parole di Brie, ogni personaggio di questo romanzo rappresenta un paradigma dell’animo umano. Nel suo adattamento teatrale Brie porta in scena il grandissimo lascito etico, morale e spirituale de I fratelli Karamazov, facendone così emergere le aspre tematiche sociali.

Dostoevskij descrive con profondità tutti gli aspetti dell’anima umana: la passione e l’istinto (Dimitri), la ragione e il dubbio (Ivan); la bontà e la purezza (Alekséj); il risentimento e la vendetta (Smerdjakov); la cattiveria, il sentimentalismo, l’egoismo e l’edonismo (Fedor il padre); la santità (lo Starets). […]Risaltano anche, quasi sempre muti e inermi, i bambini.[…] Lo strazio del dolore infantile percorre il romanzo e ci riporta al dolore di tutte le guerre, all’ingiustizia del dolore come misura degli uomini, di cui pagano il fio gli innocenti. César Brie

 


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