i capitoli dell'infanzia

26/01/2008  Vicenza > stagione teatrale 2007 >08

i capitoli dell’infanzia

di e con Davide Enia
musiche originali eseguite dal vivo di Giulio Barocchieri e Rosario Punzo
scene di Giorgio Regina

Il ragazzo sogna e s’atteggia a uomo Capolavoro di infatuazioni e struggimenti adolescenziali, i primi due Capitoli dell’infanzia sono creati come “narrar cantando” sui 13 anni dei ragazzi palermitani, inscenati come drammaturgia del desiderio, e interpretati/somatizzati da uno straordinario Davide Enia che esplora una nuova (per lui) poetica tra l’umano e il mitico. Il capitolo 1 intitolato per ossessione di crescita “Antonuccio si masturba”, ma anche il disincantato e para-romanzato n.2 “Piccoli gesti inutili che salvano la vita”, sono miniere di emozioni, di parole che inquietano per bellezza. Del padre morto in mare si ricordano «le labbra come la curva del mare», e ci sono i riti proibiti, le gare di sputi, gli autoerotismi collettivi, mentre «le stelle sono gli occhi delle persone morte», e arrivano nella testa «i pensieri come chiodi di crocifissione», o si sfiora la felicità quando con una lei si balla «schiena contro schiena in un mondo all’incontrario». Enia dice, canta, fischia, lamenta, ritma con mani e piedi, e coi suoni “altri” dal vivo di Barocchieri e Punzo. Nel capitolo 2 è un ragazzo che s’atteggia a più grande, e ti confonde tra storie e sogni, in un’epica che ancora ammalia.

Rodolfo Di Giammarco


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