Quanto dura un’epoca ai tempi della polenta istantanea? Un anno, un mese, forse meno. Quella che…

Quanto dura un’epoca ai tempi della polenta istantanea? Un anno, un mese, forse
meno. Quella che raccontiamo dura 24 ore ed è fatta di euforia e depressione, di business class e low cost, di obesi e denutriti nello stesso corpo.
La prima generazione ha lavorato. La seconda ha risparmiato. La terza ha sfondato. Poi noi. C’è ancora acqua che esce dai rubinetti, c’è corrente elettrica che nutre schermi e lampadine e c’è benzina nei serbatoi. C’è una bella casa, destinata a diventare casa nostra. È qui che abbiamo immaginato di far fuori i nostri genitori. Per diventare noi i padroni. Non della casa, padroni delle nostre vite. Niente armi, niente sangue. Un omicidio due punto zero. Fuori dalle statistiche, fuori dalla cronaca, un atto terroristico nascosto tra le smagliature del quotidiano vivere borghese. Il modo migliore per uccidere un genitore è ammazzargli i figli e lasciarlo poi morire di crepacuore: era il nostro piano perfetto, ma papà e mamma ci hanno preceduto e si sono suicidati per primi. Ora ci tocca di seppellirli. Ora ci tocca di vestirli. Ora ci tocca rispettare le ultime volontà di due cadaveri. Hanno vinto loro, di nuovo. I morti sono i padroni di questa epoca. Ironia raggelante, punte di cinismo e un uso intelligente dell’italiano regionale per raccontare la storia di una ricca famiglia del nord est che è una parabola esemplare sul conflitto generazionale.

Marta Dalla Via è attrice. Da qualche anno ha scoperto il piacere di essere anche autrice dei suoi lavori. Scrive e mette in scena Veneti fair con la regia di Angela Malfitano che debutta al Napoli Fringe Festival 2010. È tra i sei giovani autori scelti dal drammaturgo Stefano Massini per il percorso Urgenze presso lo spazio IDRA (Indipendent Drama) di Brescia, dove vince con il testo Interpretazione dei sogni. Insieme al fratello Diego Dalla Via scrive Piccolo Mondo Alpino, prodotto dal CRT di Milano e vincitore del Premio Kantor e del Premio speciale della giuria nel concorso drammaturgico CTAS Oltrelaparola 2011. La loro collaborazione da casuale e affettiva diventa effettiva e voluta: nascono i Fratelli Dalla Via, un’impresa famigliare che costruisce storie. Mio figlio era come un padre per me, con cui vincono il Premio Scenario 2013, è il loro nuovo progetto totalmente pensato con mani e cervelli raddoppiati.

BIGLIETTI
Intero € 13  | Ridotto € 11 (diritto di prevendita € 1,50)
Ridotto gruppi € 10 (min. 10 persone)
Studenti scuole superiori € 9

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