personale politico pentothal – opera rap per andrea pazienza

Ecco cosa. Fitti fatti di fattanza raccontano di un’eroina fatta di eroina che cerca di disintossicarsi tramite una favolosa e favoleggiata cura del sonno.

Ecco chi. Ispirata dall’imprevedibile tavolozza lessicale di Andrea Pazienza per questo racconto scenico in beat cercavo dei compagni virtuosi, pieni di talento e moderatamente dannati. Veloci, abili e audacemente contro. Ma soprattutto cercavo giovani autori. Li ho trovati. Sono rapper che non girano dalle parti del pop.

Ecco perché. Il teatro è lo spazio dell’ignoto. Il rap dice tutto quello che non si può dire. Entrambi devono parlare quando gli altri stanno zitti. La prima volta ero in una studentesca casa Bolognese in attesa. Uno doveva risolvere un problema di quota d’affitto poi saremmo usciti; rotta Via del Pratello.  Curiosa per casa apro  a caso un volumino preso a caso da una mensola obliqua. La pagina si apre su Cenerentola 87 ed è subito stordimento.  Chi è questo novello Sofocle? Come si permette di turbarmi così? Qui non c’è  solo un disegnatore ma uno straordinario narratore.  Che male. Così si fa.  Andrea Pazienza.


la crew
(ph: Roberto Graziano Moro – RGM Photography)

Marta Dalla Via

Marta Dalla Via

MARTA DALLA VIA racconta storie. Le sorridono i monti Vicentini dove vive (ridono di lei!) È la versione Punk di Heidi con un chiodo fisso: ogni giorno cerca di diventare la donna che voleva essere quando era bambina in modo da poter, prima o poi, incarnare l’artista che sognava di essere da giovane. Il teatro le ha fatto incontrare: Laura Curino, Pippo Delbono, Angela Mafitano, Corrado Augias, Francesca Mazza, Mark Ravenhill, Natalino Balasso, Stefano Massini e le compagnie Pantakin, Accademia degli Artefatti. Con Diego Dalla Via e Roberto Di Fresco ha fondato la compagnia Fratelli Dalla Via. Questo trio a conduzione famigliare ha prodotto Piccolo Mondo Alpino, Mio figlio era come un padre per me e Drammatica Elementare vincendo i Premi Kantor 2010, Scenario 2013 e Hystrio 2014. La compagnia collabora stabilmente con La Piccionaia dal 2014.


Dj Ms

Dj Ms

SIMONE MENEGUZZO, in arte Dj MS, deejay e producer di Vicenza, sulla scena dal 2003. Muove i suoi primi passi con una formazione storica del vicentino, Sweet Poison, e si sposta per l’Italia con decine di esibizioni live. Oltre al turntablism si dedica molto anche all’aspetto delle produzioni e del beatmaking, fonda infatti, assieme a Mo’Rox, un team chiamato Beats 4 Breakfast. Dal 2013 diventa dj ufficiale di Nitro Wilson (Machete Crew) e dall’uscita del suo primo disco, i due hanno collezionato centinaia di date in tutta Italia, calcando i palchi più importanti assieme a quasi tutti i nomi più grossi dell’hip hop italiano e non solo, portando dal vivovivo i dischi Danger, Suicidol e Post Mortem, oltre ad uno svariato numero di dj set in moltissimi club italiani 


Lethal V

Lethal V

LETHAL V Classe 1989,passa l’infanzia e parte dell’adolescenza nel Salento. Nel 2011 pubblica il suo primo mixtape,dal nome “RAPSODìA” e sempre nel 2011 si aggiudica la freestyle battle dello “Sherwood Festival” a Padova, che vincerà anche l’anno successivo. A Bologna si aggiudica la terza tappa dell “END OF THE WEAK ITALIA” che gli permette di essere fra i 4 finalisti italiani di questa battle a circuito mondiale.Nel 2014 Lethal V vince il “PASSA IL MICROFONO//TECNICHE PERFETTE”, vincendo il titolo di campione di freestyle nazionale in Italia, lo stesso anno partecipa anche a MTV Spit. Nello stesso anno pubblica “Brown Sugar”, disco tributo ad Apollo Brown, produttore di Detroit. Attualmente sta lavorando ad un nuovo album solista interamente prodotto da Dj MS.


Moova

Moova

MOOVA Moova alias Omar Faedo, nasce e cresce con la passione per la musica e l’arte. Fin da giovane milita nella scena vicentina con il gruppo “Gioventù Bruciata” assieme a Cece e Nitro. Lo studio della cultura Hip Hop e l’amore per la scrittura lo spingono ad essere uno degli esponenti di punta del Rap a Vicenza. Il rapper classe ’89 matura nel tempo uno stile originale, riconoscibile e sempre in costante mutamento quasi a testimoniare una costante ricerca personale ed artistica. Pubblica il suo primo disco “Scrivere in Piedi” nel 2015, che viene pubblicato assieme a tre video quali l’omonima traccia Scrivere in PIedi, Weirdo e Bad (assieme al socio Lethal V). E’ attualmente al lavoro su un nuovo progetto personale.


Rebus

Rebus

REBUS Alessio Sulis, in arte Rebus, nasce in Sardegna e cresce artisticamente a Vicenza, Dopo qualche inedito online e un periodo di battle in giro per il Veneto, nel 2014 partecipa all’UnderCats Mixtape di Dj MS affacciandosi per la prima volta in maniera seria alla scena, calca i primi palchi insieme a “Tura” con cui sempre nello stesso anno da vita a “Paranoia Ep”ùImmerso in svariati progetti, al lavoro per l’uscita di “Dreamers” primo disco ufficiale in uscita per Gold Leaves Academy.


Zeth Castle

Zeth Castle

ZETH CASTLE Giovanni Zaccaria, in arte Zeth Castle, classe 81, è un punto di riferimento nel mondo della nerd culture e per la scena musicale rap di tutto il nord est. Rapper da ormai 20 anni, vanta una discografia di tutto rispetto con oltre 7 dischi pubblicati e decine di collaborazioni importanti. Già parte di gruppi storici come Majestic 12, The EXP Team e Sweet Poison ha contribuito a formare la scena hip hop vicentina e di una parte del nord est. Zeth Castle è uno dei pochissimi artisti in Italia, se non l’unico, ad aver dedicato nel tempo praticamente il suo intero repertorio musicale al mondo della cosiddetta “nerd culture”.  Ispirato dalla musica crossover, dal funk e dal soul, senza però disdegnare le sperimentazioni, specie nelle digressioni più rock, la musica di Zeth Castle è ricca di “consciousness” e di mille riferimenti al suddetto mond. Zeth attualmente è in tour con la propria band, Zee Rex, portando in giro per l’Italia il “2016 Fury Road Live”.


Note di Regia
Questo spettacolo è un omaggio ad Andrea Pazienza e al suo dizionario da-dapaz.
Neanche ricalcando potrei disegnare come lui ma posso raccontarmi alla sua maniera: inventando parole, mescolandole al dialetto o alle lingue straniere, giocando sulla loro doppiezza, sul nonsenso, sul ritmo.

Ho immaginato una narrazione piena di spostamenti temporali, scambi di persona, imprecisioni e ribaltamenti tipico dell’attività onirica e molto presente ne “Le straordinarie avventure di Pentothal” miccia ispirante principale di questo gioco. C’è una radio in sottofondo: interferenze rap, squarciagola Battisti, poliziotti e volanti, slogan made in ‘77, e ecco sono entrati e siamo con le mani alzate alla faccia del Bianconiglio.
C’è questa ragazza che parla di lui e non risponde ad un telefono che suona perché potrebbe proprio essere lui. Ma lui chi? Andrea Pazienza? Francesco Lorusso? Addirittura Stefano Tamburini che come ultimo disegno ha lasciato una sindone nera su un materasso? 
In tutto questo dormire forse sognare arrivano in scena tre pacchi-regalo senza re magi: il talento (un pacco-dono), la roba (un pacco-pacco), la politica (un pacco-bomba). Ho spesso associato l’attività onirica e quella teatrale per via dei loro genitori comuni: il  buio e la luce e perché trovo che entrambe cerchino di raccontare in maniera artistica un contenuto contemporaneamente segreto e collettivo. Questo contenuto è difficile da leggere chiaramente perché, spesso, è  tabù. Ma in incognito o in ghingheri.  Anche la sconfitta credo sia un tabù contemporaneo. E qui di perdita a iosa se ne parlerà. Personale, Politico, Pentothal.
Le parole del titolo sono nodi di contenuto e il tentativo di scioglierli è lo spettacolo stesso. Tutto è una questione personale. Politico è da intendersi, soprattutto in questo lavoro, non solo come relazione tra cittadini ma anche come rapporto con la città. C’è il mio personale affetto per Bologna che mi ha accolto e sfruttata quando ero studentessa, c’è il rapporto con la Storia che scorre (o scorreva?) nella Dotta  e c’è una riflessione sulla parola “casa” che può essere declinata da tutti secondo la propria toponomastica emotiva. Ogni città ha la sua piazza Verdi. Pentothal è uno degli alter ego grafici di Andrea Pazienza ma è anche un farmaco che libera i freni inibitori.  Così sono i rapper su questo palco: non accettano censure. Ma il Pentothal può essere anche ingrediente dell’iniezione letale ai condannati a morte.  E’ l’anestesia al resto del mondo, è l’abbassamento delle difese immunitarie culturali ed è lo spirito in cui, purtroppo o per fortuna, è immerso questo lavoro. Saremo come sonnambuli supereroi, doppiando Dumas, quarant’anni dopo.
Marta Dalla Via


 I Fratelli Dalla Via si definiscono “un’impresa famigliare che costruisce storie” e sono una delle realtà più brillanti della nuova generazione teatrale. Premio Scenario nel 2015, lavorano da sempre sull’interdipendenza tra lessico ed economie dei luoghi e, grazie al progetto Classico Contemporaneo, hanno sviluppato un percorso triennale di sperimentazione legato alla parola come segno e disegno.

Gold Leaves realtà indipendente con base a Vicenza fondata da Dj MS allo scopo di valorizzare e supportare la produzione di eventi non solo hip hop con un occhio di riguardo agli artisti indipendenti e artisti emergenti

PERSONALE POLITICO PENTOTHAL, OPERA RAP PER ANDREA PAZIENZA
di e con Marta Dalla Via
Omar Faedo (Moova), Simone Meneguzzo (DJ MS), Michele Seclì (LETHAL V), Alessio Sulis (REBUS), Giovanni Zaccaria (ZETH CASTLE) direzione tecnica Roberto Di Fresco una produzione La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale + Fratelli Dalla Via +Gold Leaves


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Per approfondire vedi anche : materiali di studio su andrea pazienza (tappe di residenza per la costruzione dello spettacolo)

Fratelli Dalla Via / Gold Leaves  ph: Roberto Graziano Moro – RGM Photography

Fratelli Dalla Via / Gold Leaves
PH: Roberto Graziano Moro – RGM Photography


 


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