ideazione Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano regia Giovanni…

ideazione Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano
regia Giovanni Guerrieri con la collaborazione di Dario Marconcini
consulenza all’ottava rima Enrico Pelosini
consulenza al canto Andrea Bacci e Enrico Baschieri

Dopo L’invasione degli ultracorpi, presentato in forma di studio nel 2013, l’irresistibile compagnia tosco-napoletana dei Sacchi di Sabbia torna al Teatro Astra. E lo fa presentando il primo volume della sua escursione nel maggi toscani iniziata in forma di happening per Inequilibrio e Santarcangelo 2013. Lo spettacolo è un’esilarante raccolta di episodi, recitati in ottava rima e in quartine di ottonari. Avventura, western e fantascienza (uno degli episodi è il ben noto L’invasione degli Ultracorpi, i cui temi vegetali e di rinascita si sposano perfettamente con quelli del canto in maggio) sono gli ingredienti con cui prendono forma piccole allegorie di genere, riformulate secondo quest’antica tecnica popolare. Un lavoro che, grazie alla complicità della storica Compagnia del Maggio Pietro Frediani di Buti diretta da Dario Marconcini, segna una tappa decisiva nella pluriennale indagine dei Sacchi di sabbia sulla parodia.

Impossibile definire I Sacchi di Sabbia, gruppo toscano formatosi a Pisa nel 1995, la cui cifra resta la sua creatività  multiforme, originale, scoppiettante. Una compagnia capace di mettersi costantemente alla prova in forme nuove, di affrontare ricerche, di immaginare diverse soluzioni per spazi, materiali, tematiche: sempre con rigore, profondità  e leggerezza. Negli anni si è distinta sul piano nazionale, ricevendo importanti riconoscimenti tra cui due premi ETI e il Premio Speciale Ubu 2008. In perenne oscillazione tra tradizione e ricerca, tra comico e tragico, il lavoro de I Sacchi di Sabbia ha finito per  concretizzarsi in un linguaggio in bilico tra le arti (arti visive, danza, musica) e nella ricerca di luoghi performativi inconsueti. Un percorso, il loro, che restituisce nuova linfa alla migliore tradizione del teatro di strada e popolare. Tra i loro lavori, l’esilarante “Sandokan” e il “Don Giovanni” premio della Critica 2011.

 


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