infactory

infactory

regia Matteo Latino
con Matteo Latino, Fortunato Leccese
Premio Scenario 2011

La condizione dei trentenni esplorata, allusa, svelata con crudeltà e poesia attraverso la metafora di due vitelli a stabulazione fissa prossimi al macello, per i quali l’illusione di una prossima libertà evita qualsiasi forma di ribellione. Una favola fatta a pezzi e restituita nel caos sub-urbano, raccontata in versi attraverso parole che avvelenano, mutilano, deformano, uccidono, sporcano. Un dialogo che non avviene, esercizio di una poesia raffinata di cui i due attori si fanno tramite per scoprire risorse lessicali, metriche, timbriche di una lingua che trova un’inedita cittadinanza sulla scena giovanile. Un lavoro che nasce al teatro per vie originali e impreviste che rielaborano la biografia e la letteratura, il mondo delle immagini e le nuovissime risorse della comunicazione interattiva, per farsi lente di ingrandimento su uno spaccato generazionale sul quale si sospende il giudizio ma si aprono molte domande. A partire dalla questione, implicita eppure lacerante, di come conquistare finalmente l’uscita verso la campagna aperta, ovvero verso un futuro di libertà e realizzazione personale.


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