con Patricia Zanco regia Daniela Mattiuzzi | Patricia Zanco drammaturgia Francesco Niccolini luci Federico Fracasso scena…

con Patricia Zanco regia Daniela Mattiuzzi | Patricia Zanco drammaturgia Francesco Niccolini luci Federico Fracasso scena | costume Riccardo Ricci video Giancarlo Beltrame consulenza storica Toni Sirena e Associazione Tina Merlin

Onorata Società è un carosello negro, degno di una dittatura sudamericana, colletti bianchi e mutande sporche di sangue. Si rapina e si rapisce, si fanno scomparire i corpi, e poi tutti assolti. Si mangia, si beve e si brinda, in nome del profitto e della luce elettrica.

Debosciati perversi corruttori che scannano il fiero pasto, fino a spolpamento definitivo. Un feroce banchetto al quale sono seduti presidenti, vassalli, valvassori, servi e luogotenenti che nella carne affondano i denti. Impuniti ingrassano, unti e volgari: industriali, scienziati, tecnici, avvocati, giudici, commercialisti, professori universitari, notai, giornalisti, funzionari dello stato.

Vajont, 9 ottobre 1963. Precipita una montagna, cade su un bacino idroelettrico: 1917 morti. Fatalità, natura crudele? O calcolo del profitto? Natura violentata, catastrofe inevitabile e prevedibile. Intatta la diga “capolavoro”. Distruzione e morte tutto intorno. E dopo?

L’onorata società è un coro di personaggi, umani e non, frammenti di voci che dalla mezzanotte del 9 ottobre 1963 raccontano la loro versione della tragedia e di quello che ne seguì. Tragedia? No, questo è un genocidio. La storia del Vajont è la storia di un genocidio, del più feroce e arrogante sfruttamento di una terra che ne uscirà annientata, di una deportazione e di come si possa distruggere, non solo nei corpi ma anche nello spirito, un’intera comunità. Per molte generazioni e forse per sempre. (Francesco Niccolini)

E’ il nuovo spettacolo di Patricia Zanco che con sottile ironia, solleva un contenuto importante senza svilirlo. Tragedie che non finiscono nel loro accadere ma si moltiplicano con effetti incontrollati sulla società, provocate dai vizi di forma delle classi dirigenziali e ci portano alla deriva. Non abbiamo più corazze che ci possano difendere da mani criminali e consapevoli di una classe industriale, e non solo, senza scrupoli, e da uno Stato incapace di difendere il territorio e i suoi cittadini.

Grazie alla casa editrice Becco Giallo è uscito il fumetto VAJONT, STORIA DI UNA DIGA, scritto da Francesco Niccolini ed illustrato da Duccio Boscoli.


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