il libro del buio

il libro del buio

(anteprima in forma di mise en espace)

Questo romanzo si ispira a fatti reali,
e alla testimonianza di un ex detenuto
della prigione di Tazmamart…

di Tahar Ben Jelloun regia Serena Sinigaglia con Tindaro Granata
scene Stefano Zullo costumi Giada Masi luci Sarah Chiarcos

Leggere il libro del buio non è la semplice lettura di un libro: è un’esperienza viva, concreta, che assomiglia ad un esercizio spirituale. siamo noi con salim dentro quella cella non abbastanza alta da ospitare il nostro corpo, siamo noi a mangiare legumi e pane secco due volte al giorno, ad essere immersi nel buio e nel freddo di una notte che dura diciotto anni. solo un grande scrittore riesce con la semplice forza della parola a immergerti così dentro ad una situazione, come se potessi respirarla, sentirla sul tuo corpo. un corpo privato di tutto, isolato, straziato da malnutrizione, freddo, privazioni di ogni genere. quel che mi colpisce di più è come salim si salvi e riemerga dal buio. in primis, smette di odiare. in quelle celle si muore di odio, non di consunzione. poi smette di “sperare”, cioè di desiderare ciò che non può avere. per farlo, si può ricorrere alla preghiera, certo. ma salim ha un’arma potente: la cultura, quella con la c maiuscola. le storie che ha imparato fin da piccolo, i libri che ha amato per tutta la vita, le parole che ha appreso nel corso dei suoi studi: questi sono i potenti alleati contro la morte e il degrado, frammenti di una bellezza, disinteressata e libera, che, sola, può salvare lui e i suoi compagni di detenzione.

SERENA SINIGAGLIAdiplomata nel 1996 in regia alla civica scuola di arte drammatica “paolo grassi”, lavora come assistente alla regia con gabriele vacis e gigi dall’aglio. è fondatrice dell’atir, gruppo con il quale sperimenta la messa in scena di testi classici e di nuove drammaturgie che affermano il suo lavoro e quello della compagnia come una voce tra le più originali e vivaci della scena contemporanea. per il festival dedica ha curato, nel 2007, la mise en espace de l’aggancio da nadine gordimer e nel 2010 il loro onore si chiama viltà da hans magnus enzensberger.

TINDARO GRANATAinizia il suo percorso teatrale nel 2002 con massimo ranieri nel pulcinella diretto da maurizio scaparro. lavora poi con roberto guicciardini, cristina pezzoli e carmelo rifici. nel 2011 scrive, dirige e interpreta il monologo antropolaroid, con cui vince il premio della critica dell’associazione nazionale critici teatrali. nel 2013 porta in scena invidiatemi come io ho invidiato voi – di cui è autore, regista e interprete -, ricevendo il premio mariangela melato come “miglior attore emergente”. in occasione di dedica 2014, è diretto per la prima volta da serena sinigaglia.


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