toys? move on! + a corpo libero + wait

202323a corpo libero

ANNA PIRATTI + SILVIA GRIBAUDI
TOYS? MOVE ON!
performing art per 800 bambole

da un’idea di Anna Piratti
in co-creazione con Silvia Gribaudi
performers Anna Piratti / Silvia Gribaudi / Bambole / Pubblico

ispirato all’ articolo 4 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo:
“Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma

Molte donne e bambine in tutto il mondo sono trattate come merce, trafficate da un paese all’altro e vendute come fossero giocattoli: un business sempre fiorente anche in questo momento di crisi economica. In questa performance, centinaia di bambole sono gettate nello spazio designato – una strada, una piazza, un luogo di passaggio – scomposte, senza abiti, ma etichettate tutte allo stesso modo con un codice a barre. Un modello unico di corpo plastificato, oggetto di disinteresse e soggetto dei ricordi di gioco di ogni individuo che sia stato bambino. Il corpo performativo è abbandonato, cerca di rimanere in piedi ma cade a pezzi , si fonde e confonde nella massa plastificata delle 800 Barbie. Sarà l’azione del pubblico a trasformare lo spazio, dal momento in cui i presenti vengono invitati a “prendersi cura” delle bambole.

A CORPO LIBERO
Autrice e Performer Silvia Gribaudi

Elaborazioni musicali Mauro Fiorin
Vincitore Premio Giovane Danza D’ Autore Veneto – edizione 2009
Vincitore Premio del pubblico Giovane Danza d’ Autore Veneto- edizione 2009
Aerowaves -Dance Across Europe -2010
Edinburgh Fringe Festival 2012

Non c’è nulla di comico al di fuori di ciò che è propriamente umano Il Riso. Saggio sul significato del comico, Henri Bergson La comicità viscerale, che scaturisce dalle emozioni di un personaggio, il privilegio del clown è che può permettersi di essere sincero nella sua finzione scenica Il clown umano, Rita Pelusio
Un lavoro che esplora con ironia la condizione femminile a partire dalla gioiosa fluidità del corpo e indaga da un punto di vista drammaturgico un tempo di inadeguatezza, un tempo di onnipotenza e un tempo di accettazione, in una contaminazione di tecniche espressive. Il corpo danza e occupa spazi pieni e vuoti, si relaziona con le sue curve e le sue “parti molli”, mostrando sempre più forme comiche ma anche “drammatiche”, compiendo – strada facendo – un processo di accettazione. Un viaggio attraverso la trasformazione, il tempo della femminilità che cambia e il tempo dell’azione che si compie nella relazione con il pubblico.

WAIT
da un’idea di Silvia Gribaudi

con Carla Marazzato, Elisa Dal Corso, Silvia Gribaudi
musiche e composizioni Alessio Rossato
regia audio Flavio Costa

Una performance site specific di teatro-danza. Donne immerse nella confusione dei linguaggi contemporanei, mentre corpo, spazio e ironia sono il punto di incontro, scontro e relazione. La quarta parete bucata, aperta e ricostruita, passa da concreta ad astratta come mezzo di comunicazione nella relazione con il pubblico. La ricerca di Silvia Gribaudi si concentra sulla comunicabilità, sulla relazione tra il corpo umano e i materiali in scena, e tra questi e il pubblico, in una tripartizione di sguardi complici e dipendenti l’uno dall’altro.

 


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