liberamente tratto dal racconto di Silvio D`Arzoadattamento teatrale e regia Letizia Quintavallacon Salvatore Arena, Beatrice Baruffini, Agnese Scottidisegni…

liberamente tratto dal racconto di Silvio D`Arzo

adattamento teatrale e regia Letizia Quintavalla
con Salvatore Arena, Beatrice Baruffini, Agnese Scotti
disegni originali e scene Abel Herrero
elaborazione musiche Alessandro Nidi
ideazione luci Massimo Consoli
costumi Patrizia Caggiati
assistente alla regia Silvia Boschi


Leggere Il pinguino senza frac è stato scoprire un romanzo camuffato da favola.
Scriverne l`adattamento per il teatro è stata una lotta per non rinunciare alla quantità e bellezza dei temi presenti nell`opera senza fare uno spettacolo di due ore.
Lavorare sui personaggi con Salvatore, Beatrice e Agnese una dolcezza unica, una scalata della montagna in salita sì, ma dove scalare ha voluto dire scendere nelle grotte profonde e generose delle loro vite. Lavorare con questi attori è stata un`ulteriore conferma che la migliore scuola di teatro è farlo e farlo insieme, con dedizione e grande apertura sentimentale: Salvatore un attore che sa essere un maestro discreto e profondo per chi gli lavora accanto, Beatrice e Agnese due apprendiste attrici allegre, scrupolose e dotate…anche di lacrime.
I disegni di Abel Herrero per la scenografia, uno stimolo per la ricerca del climax durante il percorso di costruzione dello spettacolo. I nostri occhi si sono trovati sempre piacevolmente d`accordo con quello che Abel dipingeva.
Per la luce e le atmosfere di questo piccolo Polo Sud, Massimo Consoli, ideatore del progetto luci, si è dovuto misurare con il “risparmio d`apparato” per questo minuscolo spazio scenico e l`ha fatto con eleganza, pulizia e rigore, in sintonia con lo stile di Silvio D`Arzo..
Una registrazione della Banda di Ruvo di Puglia, trovata per caso in un mucchio di cd dimenticati nel magazzino del Teatro ci ha fatto scoprire un gruppo jazz di grande bravura che ha riscritto brani anche dal repertorio lirico; cd salvato casualmente dal macero, forse solo perché ho letto sulla copertina “Puglia”, terra amata e ospitale, lontana dalla provincia padana certo, ma con la quale ha in comune l`attenzione per le relazioni umane.
Questo spettacolo è la storia di un pinguino senza frac, ma anche la testimonianza di un lavoro di gruppo oggi raro e prezioso.

Letizia Quintavalla


La storia

Piccolo, bianco, povero e senza frac: è Limpo, un pinguino che, triste e sconsolato, si allontana da Mamma e Papà pinguino avventurandosi nell`immenso e sconosciuto Nord alla ricerca della risposta a un`unica domanda: perché lui non ha il frac?
Sopravvissuto a paurose burrasche, a lunghi periodi di digiuno, incontrando foche, trichechi, gabbiani e renne, a poco a poco impara che, di fronte alla sofferenza e alla violenza, tutti i cuccioli di animali, compresi i piccoli degli uomini, piangono allo stesso modo. Sconcertato e infelice al contempo, quasi folle nella sua solitudine e diversità, ormai stanco di rivolgere insistenti Perché? Lasciati senza risposta, fa ritorno a casa.
La tristezza si trasforma in sorpresa quando il piccolo si accorge di indossare il più elegante frac che pinguino abbia mai visto, segno del raggiungimento di una conoscenza fatta di esperienza e di coraggio; Limpo senza frac è diventato “Limpopo, diplomato in Tutto e altre cose”. Un`avventura indimenticabile e commovente per adulti e bambini, una grande lezione di vita di un autore attento a sondare le più sottili sfumature della diversità, a mostrare la ricchezza del sentirsi diversi.


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