spettacolo

Terrestri d'estate - festival di teatro urbano

Giardino del Teatro Astra
Contrà Barche 53 – Vicenza

ideazione Alessandro Argnani, Simone Marzocchi e Laura Redaelli, con Fallou Diop, Adama Gueye, Simone Marzocchi, organizzazione Moussa N’Diaye, coproduzione Teatro delle Albe / Ravenna Teatro, Accademia Perduta / Romagna Teatri, Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye, regia Alessandro Argnani

L’origine esatta di Cappuccetto Rosso, una delle fiabe europee più popolari al mondo e di cui esistono numerose varianti, continua a essere un’incognita: narrazioni basate o ispirate allo stesso tema possano trovarsi non solo nel folklore europeo, ma anche nella tradizione del Lontano e Medio Oriente e in Africa. Una narrazione tradizionale, estratta dal cuore della letteratura orale europea, che è riuscita senza sforzo e in modo indiscutibile a essere considerata il più famoso racconto popolare di tutti i tempi e che ha rappresentato, e rappresenta ancora, molto più di quello che il lettore (o l’ascoltatore) comune può immaginare.

Thioro. un Cappuccetto Rosso senegalese è una reinvenzione dal respiro africano che evoca soltanto il popolare racconto della bambina che indossa un cappuccio rosso e che, mentre attraversa il bosco per portare provviste alla nonna, incontra un temibile lupo che la inganna. In realtà questo viaggio dal ritmo pulsante, grazie all’intreccio di diverse lingue, strumenti e immaginari, porta ogni spettatore alla scoperta non del bosco, ma della savana, e all’incontro non con il lupo ma con Buky la iena, in un viaggio immaginifico e bruciante attraverso l’Africa.

In scena, Adama Gueye e Fallou Diop, attori e musicisti, e Simone Marzocchi, compositore e trombettista, che intrecciano parola e musica e che dialogano facendo incontrare suoni, strumenti e ritmi europei e africani. Un “meticciato teatrale” che ha origine e prosegue il percorso delle “Albe afro-romagnole”: nel 1988, infatti, la compagnia, intrecciando la lezione della tradizione teatrale alla ricerca del nuovo, acquisì al suo interno dei griots senegalesi, coniugando drammaturgia, danza, musica, dialetti, invenzione e radici, e costruendo un importante percorso teatrale, sociale e culturale che ha appunto portato alla nascita in Senegal di una realtà di rilievo che ha dato vita anche a questo spettacolo. Lo spettacolo nasce infatti dalla relazione tra il Teatro delle Albe, Diol Kadd e gli attori legati a Mandiaye N’Diaye, attore scomparso nel 2014, che attraverso l’associazione Takku Ligey ha creato così un’alternativa di lavoro e di vita per i giovani del suo villaggio in Senegal.

 


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