silent play

di e con Carlo Presotto

Il volto di un’altra persona porta con sé una domanda e una sfida. Accettare di vedere l’altro significa mettersi in cammino verso l’accettazione di sé. Un atto oggi necessario per trovare un senso alla parola rispetto, per costruire una giusta distanza, per coltivare giardini nel deserto. La performance coinvolge gli spettatori in un’esperienza fatta di gesti, sguardi, domande e azioni, e nasce da un lavoro di ricerca sulla cultura dell’incontro con giovani provenienti da tutto il mondo insieme con l’associazione Non Dalla Guerra di Vicenza.

A seguire incontro con Non Dalla Guerra


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